A cura di:

Pietro Spagnulo

Pietro Spagnulo

Psichiatra, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente di terapie cognitive di terza generazione integrate con la mindfulness, fondatore dell'Istituto per la Applicazioni della Mindfulness alla psicoterapia e la medicina, autore di numerose opere scientifiche e psicoeducazionali sui principali disturbi e problemi psicologici. Esercita attività libero professionale a Roma.

Autostima

Pietro Spagnulo

Con il termine autostima viene genericamente, e un po' confusamente, designato il grado di considerazione, valore o stima che si ha di se stessi.

In realtà, l'autostima è un fenomeno estremamente complesso che non può ridursi a una misurazione lineare (in termini di maggiore o minore autostima) in quanto il giudizio di se stessi coinvolge diversi "parametri" di valutazione che dipendono dai propri valori e obiettivi e, soprattutto, dal grado di rigidità con il quale ci si riferisce a quei valori o obiettivi.

Ad esempio, se io ritengo che sia importante la qualità del successo nel lavoro, un eventuale insuccesso rischia di "abbassare" la propria autostima se la considerazione che ho del successo è molto rigida, inflessibile, il rischio si riduce molto se la considerazione che ho del successo è più flessibile e adattiva.

Lo stesso discorso può essere fatto per altri parametri come l'amabilità, l'integrità, l'affidabilità, etc.

Un approccio comprensivo e moderno al tema dell'autostima è dunque strettamente connesso al grado di flessibilità psicologica che è un parametro fondamentale per valutare la salute mentale.

Gli elementi che caratterizzano il grado di flessibilità sono descritti da uno schema chiamato Esaflex che riguarda sei aree fondamentali del proprio stare nel mondo.

1. Sé concettuale vs Sé processuale

Valuta la tendenza a essere confinati nella narrazione di se stessi (che è un segno di rigidità) oppure la capacità di osservarsi in modo non giudicante.

2. Immergersi nel passato o nel futuro vs stare nel presente

La tendenza di immergersi con la mente in recriminazioni sul passato o in aspettative catastrofiche sul futuro è un segno di rigidità in contrapposizione alla capacità di stare di più nel presente.

3. Il rifiuto di pensieri e emozioni vs l'accetazione della libertà di collegamenti della mente

Il rapporto con la propria mente rigido è contrassegnato da un atteggiamento di rifiuto, lotta o dal tentativo di controllo dei propri pensieri e delle proprie emozioni. Questa modalità, ovviamente rigida, si chiama evitamento esperenziale. Ad essa si contrappone una modalità più flessibile e sana di accettazione e accoglimento dell'attività della propria mente.

4. Il grado di fusione con la propria mente vs defusione

La fusione con la propria mente è la tendenza a prendere per vera e reale la propria immaginazione. Ad essa si contrappone la modalità più flessibile e sana di riconoscimento dell'attività mentale in quanto tale, distinguendola dalla valutazione della realtà.

5. Valori opachi o inflessibili vs valori chiari e flessibili

La scarsa consapevolezza dei propri valori, o priorità, oppure la tendenza ad assumere dei valori di altri in modo rigido e inflessibile si contrappone a valori chiari, semplici, adattivi.

6. La prevalenza di comportamenti con finalità di controllo e lotta contro se stessi vs comportamenti in direzione dei propri valori

Impegnare le proprie energie e la propria intelligenza per cercare di fuggire dalle proprie emozioni, oppure di controllarle o dal tentativo di compensarle è senz'altro un segno di rigidità, contrapposto a comportamenti orientati in direzione dei propri valori e l'autostima, intesa come considerazione complessiva di se stessi, ne viene distorta.

L'autostima è dunque strettamente legata alla qualità complessiva del rapporto con se stessi.

Un rapporto rigido con i propri pensieri, con le proprie emozioni e con i propri valori esita in un'autostima distorta, irrealistica e problematica.

Un rapporto flessibile e aperto con i propri pensieri, con le proprie emozioni e i propri valori consente di avere un'autostima più realistica e armonica.

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