• Come difendersi dalla manipolazione

A cura di:

Pietro Spagnulo

Pietro Spagnulo

Psichiatra, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente di terapie cognitive di terza generazione integrate con la mindfulness, fondatore dell'Istituto per la Applicazioni della Mindfulness alla psicoterapia e la medicina, autore di numerose opere scientifiche e psicoeducazionali sui principali disturbi e problemi psicologici. Esercita attività libero professionale a Roma.

Come difendersi dalla manipolazione

Pietro Spagnulo

Riconoscere l'eventuale comportamento manipolativo degli altri è fondamentale per il nostro benessere e per le ricadute sulla nostra autostima. Se sappiamo riconoscerlo, possiamo attingere alle risorse per sottrarci alla manipolazione.

Ma che cos'è un comportamento manipolativo?

È un comportamento che alcune persone in certi contesti assumono con gli altri, facendo leva sulle loro sensibilità e sui loro valori, al fine di influenzarne le scelte senza tener conto dei loro diritti, del loro benessere e del loro equilibrio.

Come si vede gli elementi che caratterizzano il comportamento manipolativo sono due:

1. tentativo di influenzare le scelte degli altri senza tener conto del loro benessere,

2. il tentativo viene espresso in modo "nascosto", non esplicito, facendo leva su talune sensibilità degli altri.

Ad esempio, non è un comportamento manipolativo dichiarare esplicitamente un proprio obiettivo e cercare di convincere qualcuno ad appoggiarlo.

Mentre è un comportamento manipolativo nascondere i propri obiettivi, spingendo l'altra persona a comportarsi in un certo modo che favorisce l'obiettivo nascosto.

Un comportamento manipolativo è dunque potenzialmente molto disturbante e pericoloso.

Per difendersi dal comportamento manipolativo è innanzitutto necessario riconoscerlo.

Ecco alcuni segnali che possono mettere in guardia:

1. rilevare contraddizioni o incoerenze tra ciò che l'altro dice e ciò che fa nei nosri confronti

2. sentirsi "costretti" o "pressati" a fare qualcosa o a comportarsi in un certo modo senza che vi siano evidenti elementi di costrizione oggettiva

3. essere oggetto di osservazioni che ci turbano o feriscono

Questi segnali dipendono tutti da una modalità sempre presente nel comportamento manipolativo: la presenza di critiche più o meno mascherate rivolte non a specifici comportamenti o opinioni, ma agli altri in quanto persone.

Questo tipo di critiche si chiamano appunto critiche manipolative e consistono in giudizi sommari sugli altri come persone non adeguate, sbagliate, diverse, malsane, cattive, inaffidabili, incapaci, non amabili, etc.

Una delle critiche più subdole dei manipolatori consiste nell'attribuire agli altri le proprie mire e il proprio stile. Ad esempio dire "sei una persona in totale malafede" può essere un modo per ferire l'altro attribuendogli esattamente il proprio comportamento.

Altri esempi di critiche manipolative sono: "Sei una persona inaffidabile", "Sei poco serio", "Gli altri uomini (o le altre donne) non fanno così...", "ti manca completamente ogni forma di amor proprio".

Le critiche manipolative, dunque le critiche alla persona in quanto tale, possono essere anche subdole.

Ad esempio: "Non mi aspettavo da te un simile comportamento" non è una critica al comportamento, ma è una critica subdola alla persona. Infatti, il manipolatore ci sta dicendo che la sua opinione su di noi come persone è gravemente compromessa in seguito a un certo nostro comportamento.   

Una volta riconosciuto il comportamento manipolativo, bisogna correre ai ripari.

Gli errori tipici di risposta al comportamento manipolativo consistono o nell'assecondare le pressioni del manipolatore, oppure nel mettersi a discutere o litigare sulle critiche che ci sono state rivolte.

La migliore risposta al comportamento manipolativo è, invece, un comportamento assertivo, e cioè ribadire la propria opinione con chiarezza senza prendere in considerazione le critiche alla persona. 


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